Cassiopea xamachana – Medusa capovolta

Cassiopea xamachana – Medusa capovolta

La Cassiopea xamachana appartiene alla famiglia Cassiopeidae. È comunemente nota come medusa capovolta per via del suo curioso aspetto e medusa delle mangrovie.

Cassiopea xamachana - Medusa capovolta

Photo Credit: Jean@Flickr

Questa specie fu descritta per la prima volta nel 1892, dal biologo marino Henry Bryant Bigelow.

Proprio nel 2020 si è tornato a parlare della Cassiopea xamachana perché è stato finalmente risolto un mistero che la riguardava. Stiamo parlando del fenomeno dell’acqua urticante. Anche se non veniva toccata, questa medusa provocava comunque delle reazioni dolorose nei bagnanti che le passavano vicino. In seguito vedremo perché.

Aspetto

La Cassiopea xamachana ha una dimensione media di circa 30,5 cm anche se le sue dimensioni possono oscillare tra i 20,3 e i 35,6 cm.

Questa specie non possiede le caratteristiche fisiche tipiche delle altre meduse. La parte principale del corpo, a forma di disco, ha una depressione al centro che serve per ancorare la medusa capovolta ai fondali marini. Le quattro coppie di tentacoli, molto ramificati, si trovano nella parte alta, esattamente al contrario delle altre meduse.

Inoltre, invece di avere una bocca al centro, possiede numerose piccole bocche nei tentacoli, collegate allo stomaco attraverso dei canali appositi.

Il suo colore va dal grigio al verde, al bluastro. La colorazione è dovuta principalmente alle numerose zooxantelle simbiotiche che la Cassiopea xamachana accoglie al suo interno.

Habitat della Cassiopea xamachana

Questa specie è bentonica, vive cioè in stretto contatto con il fondo del mare. Si trova normalmente in grandi aggregazioni, sui fondali fangosi/sabbiosi di baie costiere e lagune poco profonde.

Sono chiamate anche meduse delle mangrovie perché usano le foglie di queste piante depositate sui fondali per ancorarsi sul fondo marino.

Comportamento

Come abbiamo visto, invece di nuotare a fior d’acqua, la medusa capovolta giace sul fondo marino, su un substrato di foglie di mangrovie o di di alghe. Se disturbata però, può “pulsare” per sollevarsi in acqua, ricadendo successivamente sul fondo del mare.

Tiene i suoi tentacoli rivolti verso l’alto e questo per esigenze nutrizionali ben precise. Le zooxantelle che ospita nei suoi tessuti hanno bisogno della luce solare per produrre i carboidrati attraverso la fotosintesi.

Dato che queste meduse vivono in simbiosi con tali organismi, il loro nutrimento è condiviso anche se viene integrato anche con altro. Ecco così spiegato perché questa specie preferisce sostare in acque non troppo profonde: ha bisogno della luce.

Numerosi bagnanti hanno sperimentato fenomeni tossici semplicemente nuotando sopra queste meduse, anche quando non le avevano nemmeno sfiorate. Per molto tempo ci si è chiesti come fosse possibile questo fenomeno dell’acqua urticante. Finalmente si è capito che la medusa capovolta lancia dei veri e propri proiettili velenosi nell’acqua circostante.

In pratica, la Cassiopea xamachana utilizza delle nematocisti, racchiuse in un muco vischioso, per difesa o per stordire le prede. Il meccanismo scatenante di queste cellule è indipendente dal sistema nervoso dell’organismo.

Pare che ci siano due particolari stimoli che innescano il lancio delle nematocisti. Uno è di tipo tattile, quando cioè l’animale viene toccato o urta qualcosa (o qualcuno). L’altro è il rilevamento di sostanze chimiche nell’acqua circostante, in particolare di aminoacidi.

Veleno della Cassiopea xamachana

Estraendo il veleno della medusa capovolta dalle sue nematocisti, i ricercatori hanno individuato tre diverse tossine. Queste hanno proprietà emolitiche, cardiotossiche e dermonecrotiche.

Di solito le punture di questa specie sono classificate con sintomi lievi o moderati negli esseri umani. Nella maggior parte dei casi infatti, il tutto si limita ad una sensazione di intenso bruciore, come accade con altre meduse velenose. Tuttavia un’eccessiva esposizione può risultare dannosa anche per l’uomo.

Cosa Fare in Caso di Puntura

Lava la parte colpita con acqua di mare e tampona con sabbia calda.

Controlla se sulla pelle sono presenti delle nematocisti. Nel caso in cui fossero presenti è necessario rimuoverle. Puoi riuscire a toglierle usando delle comuni pinzette.

Se i sintomi sono diversi dalla sensazione di bruciore, anche intenso, nella sola zona colpita, è bene recarsi presso un presidio medico per un controllo.

Alimentazione

Come abbiamo visto, la medusa capovolta vive in simbiosi con le zooxantelle che, attraverso la fotosintesi, le assicurano alcuni nutrienti. Tuttavia, la simbiosi non soddisfa completamente le esigenze metaboliche quotidiane delle meduse, che devono quindi integrare la loro dieta.

Questi animali marini assorbono tutti i nutrienti che trovano disciolti nell’acqua. Inoltre catturano piccole prede con i loro tentacoli, dopo averle stordite o paralizzate con il lancio delle nematocisti velenose nell’acqua circostante.
Dopo che la preda è stata catturata, la medusa inizia la digestione all’esterno delle sue piccole bocche. Dopo aver parzialmente digerito la preda, la ingerisce.

Possiamo quindi dire che la Cassiopea xamachana è carnivora dato che mangia altri invertebrati marini. Si nutre però anche di zooplancton e fitoplancton.

Riproduzione

I maschi rilasciano il seme nell’acqua e le femmine lo accolgono per la fecondazione delle uova. A questo punto la femmina coverà le uova al suo interno, fino a che non si schiuderanno. Questo comportamento, per quanto ci sembri una cura genitoriale minima, è molto interessante da osservare. In genere infatti, le meduse si disinteressano totalmente della loro prole, tranne questa specie.

Quando si schiuderanno, dalle uova usciranno delle piccole larve, chiamate planule. Le planule inizieranno a nuotare liberamente e si depositeranno su un substrato adatto.  Qui si attaccheranno per iniziare la metamorfosi nello stadio di scifistoma, durante il quale assumeranno la forma di un polpo.

Cassiopea xamachana - Medusa capovolta

Photo Credit: Aaron Gustafson@Flickr

Di solito è possibile vedere questi polpi in autunno o in inverno.

Una volta completato lo sviluppo delle apertura orali, il polpo inizierà ad acquisire i suoi organismi simbionti. A questo punto basta attendere che la temperatura dell’acqua raggiunga i 20° per vedere questi polpi trasformarsi in giovani meduse.

In poco tempo la giovane medusa capovolta diventerà matura sessualmente e il ciclo comincerà da capo. Purtroppo non conosciamo con certezza la durata di questo ciclo vitale e non sappiamo nemmeno quanto queste meduse possano vivere.

Conservazione

La Cassiopea xamachana non è presente nella lista rossa IUCN e non è quindi considerata, al momento, una specie in via d’estinzione. Anche se non è protetta dalle legge, questa specie alle Bermuda vive in aree protette dalla legislazione locale che rende illegali l’ormeggio, l’ancoraggio e la pesca.

La medusa capovolta è predata dalle tartarughe caretta, dalle tartarughe liuto e dalle tartarughe verdi.

Diffusione della Cassiopea xamachana

Mappa diffusione Cassiopea xamachana – Medusa capovolta
Mappa diffusione Cassiopea xamachana – Medusa capovolta

La Cassiopea xamachana vive nell’Oceano atlantico Occidentale, nel Mar dei Caraibi e nel Golfo del Messico.

È possibile quindi trovare la medusa capovolta sulle coste del Messico, Carolina del Nord, Carolina del Sud, Florida, Georgia, Bermuda, Caraibi, Alabama, Mississipi, Cuba, Giamaica, Porto Rico, Haiti, Belize, Guatemala, Honduras, Nicaragua, Costa Rica, Panama, Colombia, Venezuela e Brasile.

Negli ultimi anni la distribuzione di questa specie sembra espandersi nelle acque hawaiane, nel Mediterraneo e nel Mar Rosso ma i dati non sono stati verificati.

Cassiopea xamachana – Medusa capovolta

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