Palythoa toxica

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Palythoa toxica

La Palythoa toxica è un esocorallo velenoso con forma polipoide appartenente alla famiglia Zoanthidae. Questi generi di esocoralli sono chiamati anche zoantari.

La Palythoa toxica è anche nota con il suo nome comune hawaiano limu-make-o-Hana. La specie è classificata come un anemone coloniale.

Palythoa toxica

Questa specie di zoantari è abbastanza diffusa negli acquari di tutto il mondo. La sua tossicità ha però fatto registrare diversi casi di avvelenamento, alcuni anche gravi, tra i possessori di acquari.

In alcuni casi gli avvelenamenti sono stati causati dal contatto cutaneo. In altri casi dai vapori sprigionati dall’acqua bollente utizzata per eliminare gli esocoralli dagli acquari.

Aspetto

La Palythoa toxica è in genere di color marroncino, anche se alcune specie presentano brillanti tonalità di verde. Ha un tessuto ruvido ed allo stesso tempo sottile. La ruvidità è dovuta al fatto che questo esocorallo incorpora sabbia ed altri materiali duri per irrobustirsi.

Questa specie di zoantari sono forme polipoidi a simmetria raggiata. La specie è caratterizzata da 6 coppie di tentacoli, molto più spesso da multipli di 6. I tentacoli sono cavi al loro interno e contengono un prolungamento della cavità gastrovascolare. Sono tipicamente organismi coloniali ma possono anche essere individuati come polipi individuali.

Habitat

La Palythoa toxica cresce e si sviluppa sulla barriera corallina. Questo tipo di habitat infatti le permette si propagarsi con facilità. L’esocorallo inoltre dona colore alla barriera.

Palythoa toxica
Photo Credit: Terry Siegel

Alimentazione

Questi organismi utilizzano la fotosintesi per alimentarsi. Possono anche catturare le particelle di plancton presenti nell’acqua per nutrirsi. Assorbono la luce solare, l’ossigeno, l’acqua ed il biossido di carbonio. In questo modo producono lipidi e zuccheri che vanno ad integrarsi direttamente nei tessuti.

Non disperdendo energia per alimentarsi la usano per costruire il loro scheletro.

Veleno

Il veleno della Palythoa toxica contiene una tossina potentissima chiamata palitossina. Questa tossina è stata isolata per la prima volta nel 1971 alle Hawaii nel limu-make-o-Hana. Si è appurato che il veleno agisce sulla proteina della pompa di sodio-potassio, bloccandola.

Il veleno della Palythoa toxica ha un LD50 di 0,0004 mg/Kg, il più basso del genere animale. Non si è ancora compreso se la tossina viene prodotta direttamente dal’esocorallo, dai batteri presenti nell’organismo o tramite l’alimentazione. Quello che si sa è che questo veleno è pericoloso e letale per tutte le specie animali.

Negli esseri umani le forme più comuni di avvelenamento si verificano per ingestione e per inalazione della tossina. Sono stati registrati diversi casi di decessi nel mondo a causa dell’ingestione della palitossina.

Nelle Filippine ci sono stati alcuni decessi di persone che avevano consumato una specie di granchio denominata Demania reynaudii. Il granchio aveva probabilmente ingerito a sua volta la tossina attraverso l’alimentazione.

In Madagascar invece i decessi si sono verificati in persone che avevano consumato sardine contaminate dal veleno. Nelle Hawaii ed in Giappone invece, alcune persone sono decedute dopo aver mangiato pesce affumicato e carne di pappagallo.

Sintomi

La palitossina è un vasocostrittore molto potente. La sua azione si estende a tutte le cellule del corpo. I sintomi, dopo l’esposizione, sono molto rapidi a comparire ma variano a seconda del tipo di esposizione. Se la tossina viene ingerita, in mancanza di trattamenti, porta rapidamente alla morte.

In caso di inalazione della tossina i sintomi principali riguardano i problemi respiratori. Questi sono normalmente associati a sintomi tipici del’influenza come brividi, tosse e debolezza.

In caso di ingestione la morte spesso sopraggiunge per la rottura del miocardio.

Palythoa toxica
Palythoa toxica

Trattamento

Gli studi sugli animali hanno dimostrato che come antidoto possono essere usate sostanze con proprietà vasodilatatrici. Gli studi hanno dimostrato che tali composti vanno iniettati direttamente nel cuore.

In caso di contaminazione con questo tipo di veleno è indispensabile recarsi al più presto presso un presidio medico.

Diffusione

Non si hanno notizie dettagliate della diffusione della Palythoa toxica. Alcune colonie sono state rilevate nell’Oceano Pacifico, precisamente nelle isole Hawaii ed a Thaiti. È presente anche nella barriera corallina della Giamaica e quindi nei pressi di Cuba, Honduras, Nicaragua, Costa Rica, Isole Cayman, Venezuela e Colombia.

Palythoa toxica

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