Zecca dei Boschi – Ixodes ricinus

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Zecca dei Boschi – Ixodes ricinus

Anche se comunemente viene considerata un insetto, in realtà la zecca appartiene alla classe Arachnida, la stessa di ragni e scorpioni. La zecca dei boschi è un aracnide appartenente alla famiglia Ixodidae.

Ixodes ricinus - Zecca dei boschiLa zecca dei boschi non è un vero e proprio animale velenoso. La sua saliva ed il sangue rigurgutato però, come vedremo in seguito, possono essere molto pericolosi per gli esseri umani. Infatti, poiché succhiano il sangue, possono contaminare le vittime con batteri e virus.

Le zecche, e quindi anche la zecca dei boschi, sono organismi parassiti che si nutrono prevalentemente del sangue di mammiferi e uccelli. In alcuni casi parassitano anche rettili ed anfibi.

Ad oggi sono state descritte circa 1.000 specie di zecche, divise in 3 famiglie. Le 2 principali sono le Ixodidae o zecche dure e le Argasidae o zecche molli. La terza è quella delle Nuttalliellidae.

Aspetto

La zecca dei boschi è di piccole dimensioni. I maschi raggiungono i 2 mm di lunghezza mentre le femmine raggiungono i 6 mm. Gli esemplari adulti sono dotati di 4 paia di zampe, i giovani ne hanno 3. La prima metà del corpo vicino alla testa è di colore nero mentre l’altra metà è di colore marrone rossiccio.

La testa comprende il rostro che l’Ixodes ricinus usa per penetrare la pelle delle sue prede e per poter quindi succhiare il sangue. L’apparato boccale comprende anche delle ghiandole salivari che secernono sostanze anticoagulanti e anestetizzanti. In questo modo l’animale può succhiare il sangue più facilmente senza che la sua puntura venga rilevata.

La zecca dei boschi non ha occhi ma utilizza gli odori e le emissioni di calore per individuare le vittime di cui nutrirsi.

Habitat

L’Ixodes ricinus è sensibile alle condizioni climatiche. Il suo habitat ideale richiede un’umidità di almeno l’80%. Per questo motivo vive in regioni con discrete o abbondanti precipitazioni. Il suo habitat è costituito da aree con una buona vegetazione.

È presente in tutta Europa, sia nei boschi di latifoglie che misti. Si trova comunque a suo agio nelle zone ricche di vegetazione e con microclima umido.

Ixodes ricinus - Zecca dei boschiPhoto Credit: Wikimedia Commons

Solitamente le zecche sono attive in primavera ed in autunno, ovvero quando le condizioni climatiche sono ottimali per loro. In estate ed in inverno invece, quando fa troppo caldo e troppo freddo, si rifugiano nelle fessure al suolo.

Comportamento

La zecca dei boschi non ha ali e quindi non è in grado di volare. La sua conformazione fisica non gli permette nemmeno di saltare. Per raggiungere un ospite di cui nutrirsi si posiziona sulle estremità alte della vegetazione ed attende il passaggio di un potenziale ospite.

Come accennato in precedenza, questo piccolo animale non ha occhi. Per individuare eventuali ospiti usa un organo sensore chiamato organo di Haller. Attraverso questo la zecca riesce a percepire alcuni mutamenti ambientali come la variazione di temperatura, l’umidità, l’anidride carbonica e le vibrazioni.

In questo modo, quando viene sfiorata da un animale e da un essere umano, l’Ixodes ricinus riesce a trovare il momento giusto per ancorarsi all’ospite di passaggio.

Pericolosità

Una volta che la zecca si è posizionata sull’ospite perfora la sua pelle per mezzo del rostro tagliente di cui è dotata. Sempre per mezzo del rostro che è dotato di uncini, questo animaletto riesce ad agganciarsi ai suoi ospiti.

La sua puntura generalmente non provoca dolore. Questo perché la sua saliva contiene composti anestetici. La pericolosità della sua puntura dipende dall’eventualità che la zecca sia infetta.

Durante il suo ciclo vitale infatti, la zecca dei boschi cambia diversi ospiti (anche topi ed uccelli). Se uno di questi animali è infetto anche la zecca si infetta. La sua pericolosità è dovuta dal fatto che, se infetta, può trasmettere batteri e virus ad altri animali, tra i quali anche all’uomo.

La sua puntura può trasmattere principalmente 2 malattie. La malattia di Lyme, che è causata da un batterio e la TBE (encefalite da zecca) che è causato da un virus.

Ixodes ricinus - Zecca dei boschi

Ciclo Vitale

Il ciclo di vita dell’Ixodes ricinus passa attaverso 3 stadi: larva, ninfa ed adulto. Durante ogni stadio la zecca ha bisogno di nutrirsi con pasti di sangue. La durata di tali pasti dipende dallo stadio in cui si trova la zecca.

Allo stadio di larva il pasto dura dai 2 ai 5 giorni. Allo stadio di ninfa la durata del pasto va dai 3 ai 7 giorni, mentre per le femmine adulte la durata va dai 6 agli 11 giorni.

Al termine di ogni pasto questo animale parassita si lascia cadere al suolo. Qui, per diverse settimane, la zecca digerisce e passa allo stadio successivo. Al momento opportuno si posiziona sulle estremità della vegetazione in attesa di un nuovo ospite con cui nutrirsi e passare così allo stadio successivo.

Quando la zecca dei boschi raggiunge lo stadio adulto si riproduce. Per farlo la femmina depone migliaia di uova al suolo e poi muore. Il tasso di sopravvivenza delle uova è molto basso, si parla addirittura dello 0,1 % di sopravvivenza.

Il ciclo vitale dell’Ixodes ricinus dura dai 2 ai 5 anni.

La Scelta degli Ospiti

A seconda dello stadio in cui si trova, varia l’altezza a cui la zecca sale sulla vegetazione. Allo stadio larvale infatti questo animale non ha bisogno di grandi ospiti per alimentarsi. Le larve infatti si posizionano a circa 20 cm dal suolo ed il loro bersaglio sono in genere i roditori.

Le ninfe invece salgono un po’ più in alto in quanto preferiscono animali più grandi come ad esempio cani, volpi ed altri animali del genere.

Cosa Fare in Caso di Puntura di Zecca

Siccome la sua puntura passa in genere inosservata a causa dell’anestetico presente nella saliva, meglio essere previdenti. In caso di scampagnate in mezzo ai boschi ed ai prati sempre meglio coprirsi tutte le parti del corpo dal collo in giù. Questo per evitare di lasciare scoperte zone del corpo facilmente raggiungibili dalle zecche.

Al ritorno a casa dopo essere stati in zone a rischio ricche di vegetazione è sempre meglio fare un controllo visivo.

Se vi accorgete della presenza di una zecca sulla vostra pelle mantenete la calma e seguite le istruzioni per rimuoverla nel modo corretto.

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  • Procuratevi una pinzetta per zecche ed afferratela nella zona il più possibile vicino alla pelle. Nell’estrarla dovete ruotarla delicatamente, facendo attenzione a non spezzare il rostro con cui è ancorata alla pelle. Fate il tutto con calma e pazienza per ottenere il risultato desiderato. Se non avete una pinzetta per zecche potete usare anche delle normali pinzette per sopracciglia.
  • In caso di rottura del rostro potete tentare di estrarlo con un ago sterilizzato. In tal caso non preoccupatevi perché il rostro da solo non è più in grado di infettare la ferita. Comunque il rischio non è maggiore di quello di una spina qulasiasi o di un corpo estraneo.
  • Una volta eliminata la zecca dei boschi dal vostro corpo, disinfettate accuratamente la ferita. Tenetela poi sotto controllo per qualche giorno, verificando che non si formino arrossamenti a forma di aloni circolari. In questo caso è necessario consultare un medico.

Cosa Non Fare

  • Non schiacciate assolutamente il corpo della zecca per evitare il rigurgito. In caso di rigurgito infatti aumentano in modo esponenziale i rischi di contagio.
  • Non usare sostanze come alcol, benzina, ammoniaca, trielina o altre sostanze che possono causare il rigurgito del sangue.
  • Evitare di toglierla con l’uso di attrezzi impropri o con le mani.

Diffusione

Mappa diffusione Ixodes ricinus - Zecca dei boschi
Mappa diffusione Ixodes ricinus – Zecca dei boschi

La zecca dei boschi si trova in Algeria, Austria, Belgio, Danimarca, Egitto, Finlandia, Francia, Germania, Inghilterra, Irlanda, Italia, Marocco, Norvegia, Paesi Bassi, Polonia e Portogallo.

L’Ixodes ricinus si trova inoltre nella Repubblica Ceca, in Slovacchia, Spagna, Svezia, Ungheria, Slovenia, Croazia, Bosnia ed Erzegovina, Serbia, Kosovo, Macedonia, Bulgaria, Albania, Grecia, Russia, Kazakistan, Turchia ed Armenia.

Zecca dei Boschi – Ixodes ricinus